Definizione
Analoga è la definizione data nel 2000 nell’ambito della National Nanotechnology Initiative (NNI) USA:
Le nanoscienze costituiscono il punto di incontro di discipline diverse che vanno dalla fisica quantistica, alla chimica supramolecolare, dalla scienza dei materiali, alla biologia molecolare e rappresentano una realtà ormai affermata nel mondo della ricerca. Le nanotecnologie, che sono invece ancora nella fase iniziale del loro sviluppo, puntano a sfruttare e ad applicare i metodi e le conoscenze derivanti dalle nanoscienze. Esse fanno riferimento ad un insieme di tecnologie, tecniche e processi che richiedono un approccio multidisciplinare e consentono la creazione e utilizzazione di materiali, dispositivi e sistemi con dimensioni a livello nanometrico. In sintesi, con nanotecnologie si intende la capacità di osservare, misurare e manipolare la materia su scala atomica e molecolare. 1 nanometro (nm) è infatti un miliardesimo di metro e corrisponde all’incirca a 10 volte la grandezza dell’atomo dell’idrogeno mentre le dimensioni di una proteina semplice sono intorno a 10 nm. Le prospettive rivoluzionarie associate alla nanotecnologie derivano dal fatto che, come detto, a questi livelli di dimensioni comportamenti e caratteristiche della materia cambiano drasticamente e le nanotecnologie rappresentano un modo radicalmente nuovo di produrre per ottenere materiali, strutture e dispositivi con proprietà e funzionalità grandemente migliorate o del tutto nuove. Due sono le strade per operare a livello nanometrico. Una fa riferimento all’approccio cosiddetto “top down”, che significa ridurre con metodi fisici le dimensioni delle strutture verso livelli nano. Le tecniche proprie della microelettronica, come per esempio la litografia a fascio di elettroni o a raggi X, sono riconducibili a questo approccio e, proprio per questo, costituiscono la strada di più immediato utilizzo per entrare nel mondo “nano”. La nanoelettronica e la nanoingegneria sono le aree di elezione di questo approccio ed in effetti la nanoelettronica costituisce al momento l’applicazione più diffusa delle nanotecnologie anche se bisogna far presente che non sempre la dimensione nanometrica in sé è sufficiente per parlare di nanoprodotti. Secondo una interpretazione restrittiva della definizione data dalla NNI, per esempio, i circuiti integrati sotto i 100 nm realizzati con tecniche di litografia, non sono inclusi tra i “prodotti nanotecnologici”. L’altra via è invece quella cosiddetta “bottom up”. Essa sta ad indicare l’approccio nel quale, partendo da piccoli componenti, normalmente molecole o aggregati di molecole, si cerca di controllarne/indirizzarne l’assemblaggio utilizzandoli come “building blocks” per realizzare nanostrutture, sia di tipo inorganico che organico/biologico. Le aspettative maggiori, quelle che più si identificano con le nanotecnologie e le loro potenzialità, sono associate all’approccio bottom up, la realizzazione cioè di strutture a livello nanomentrico replicando in maniera controllata processi che sovente già avvengono in natura ed ottenere quelle proprietà che sono specifiche della scala nanometrica.
Il mercato derivante dalle nanotecnologie è ancora relativamente ridotto. Nel 2006 è stato stimato essere di circa 60 miliardi di Dollari, ma le attese di crescita sono straordinarie, con previsioni di incrementi annuali tali da dare luogo, secondo alcuni, ad un mercato di più di 1000 miliardi di Dollari dopo il 2015. Il dato può sembrare ottimistico, ma il carattere abilitante delle nanotecnologie fa si che esse trovino applicazione praticamente in tutti i settori produttivi ed il mercato può raggiungere effettivamente dimensioni veramente enormi. Secondo uno studio di Lux Research del 2004, quelli per i quali si prevede il maggior volume di mercato da qui al 2015 sono, nell’ordine:
Dal punto di vista strettamente economico, il settore dell’elettronica (European Strategic Research Agenda on Nanoelectronics) ha attualmente la parte del leone e, insieme ai materiali, rimarrà al top anche in futuro. L’impatto delle nanotecnologie nel campo della farmaceutica e, più in generale, della cura della salute oltre che dal punto di vista economico sarà rilevante anche dal punto di vista dell’impatto sociale. la “nanomedicina” promette infatti di rivoluzionare letteralmente la pratica medica mettendo a disposizione nuovi e più efficaci strumenti diagnostici e sistemi di cura innovativi, che possono favorire l’introduzione di terapie personalizzate (European Strategic Research Agenda on Nanomedicine) . Altrettanto importanti possono essere le ricadute positive delle nanotecnologie per l’ambiente. Il loro apporto può essere infatti determinante per lo sviluppo di processi produttivi piu efficienti, meno inquinanti, con minor consumo di materie prime, per la realizzazione di nuovi sistemi energetici, o di disinquinamento, in una parola, le nanotecnologie possono contribuire in maniera decisiva alla promozione di uno sviluppo sostenibile.
Sviluppo responsabile Ciò richiede, in particolare, la definizione di una terminologia chiara e condivisa, un approccio proattivo alla gestione del rischio, una eventuale revisione delle legislazioni esistenti, cooperazione e coordinamento tra i vari organismi pubblici, industria e ricerca a livello nazionale ed internazionale. Tutto ciò va completato con una informazione ed un dialogo con il pubblico corretti ed affidabili, che rassicurino e prevengano l’insorgere di pregiudizi. Il problema è particolarmente sentito ed in tutti i Paesi più impegnati nelle nanotecnologie risorse significative sono destinate ad esso. Nel 7° Programma Quadro, la Commissione Europea, ha posto l’approfondimento degli aspetti legati alla sicurezza ed alle implicazioni sociali, tra le priorità di progetti concernenti le nanotecnologie.
Politiche Nazionali
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